Mi obietto al ghosting vostro onore

Da un anno a questa parte si sta diffondendo sempre di più una tendenza che, un sondaggio americano e alcuni giornalisti, hanno definito ghosting. Con determinato sostantivo – che viene declinato anche come verbo – si definisce il gesto di chi decide di porre fine a una relazione, più o meno impegnativa sentimentalmente, scegliendo di tagliare totalmente e definitivamente ogni tipo di contatto con l’altra persona, senza il minimo preavviso e ignorando totalmente i tentativi del lasciato di rimettersi in contatto con questa persona.

Ma detto in termini da dizionario come quelli appena scritti non credo che si possa comprendere a pieno ciò che veramente sia questo “ghosting”. Proverò quindi a spiegarlo con parole semplici.

Il fenomeno che recentemente si sta diffondendo – il ghosting – non è altro che l’atto di conoscere un ragazzo, magari ad una festa in cui non conosci nessuno, per qualche scherzo del destino ti ritrovi con molta birra in corpo, molto alcol in mano, tanta logorrea e un tizio che inizia a raccontarti un sacco di scemenze divertenti. Poi succede che si fa tardi e ve ne tornate a casa, purtroppo separati perché abitate da parti opposte della città. Tu il giorno dopo ti accorgi di non avergli lasciato il numero e non hai il suo, quindi continui a ripeterti per una settimana che sei una rincoglionita, perché lui era carino e vi eravate divertiti e per una volta potevi cogliere l’attimo. Ma non ti dai per vinta subito, perché in fondo siamo nel 2015 e noi donne rimaniamo pur sempre le maghe dello stalking e quindi parti alla magica ricerca di lui nei social fino a quando – 12 minuti dopo – lo trovi, non fai in tempo ad aggiungerlo su Facebook che lui già ti ha scritto un messaggio privato. Tu  a quel punto pensi:”caspita, avrei dovuto farlo prima, però meglio tardi che mai quindi daje tutta!”. Da lì voi vi sentite, però siete molto impegnati entrambi quindi vi dedicate giusto uno scambio di battute ogni tanto, ma quel tanto che basta a mantenere sempre vivo quel pizzico di interesse. Lui inizia a chiederti di vedervi, di uscire e tu pensi che per una volta in vita tua le cose sembrano andare normalmente, senza ansie, accolli o pressioni. Una conoscenza tranquilla, con qualcuno di interessante ma soprattutto che sembra interessato a te. E quindi ti dà un appuntamento, dice che ti porta fuori venerdì sera appena finisce di lavorare, ti scriverà appena stacca il luogo d’incontro, poi ti manda due emoji: un bacio e un cuore. Poi passano 3 venerdì e tu non sai più niente di lui, sei ancora ferma a quel suo ultimo “bacio e cuore”. Sei ancora lì con i tacchi e il vestito in attesa di sapere dove andare a cena ma di lui non c’è traccia. Lui, ha fatto ghosting.

Ecco, se per caso adesso tu stai leggendo io spero che il ghost ti sia entrato dentro, ma dal sedere però. Se c’è una cosa che non sopporto di questa “tendenza” che ormai pare sia diventata pane quotidiano per ogni essere umano che incontri e con cui ti approcci a me fa proprio schifo. Fa schifo che gli abbiano dato un nome degli studiosi, fa schifo che la gente ci rida sopra, fa schifo che se ne parli come fosse normale, fa schifo che la gente si sente legittimata e in diritto di comportarsi in un determinato modo con un’altra persona, fa schifo che un comportamento simile venga tranquillamente accettato dalla società senza che nessuno dica nulla.

A casa mia mia nonna non lo chiama ghosting, mia nonna la chiama maleducazione, mancato rispetto, ma soprattutto codardia

E allora tenetevi pure i vostri ghosting, sentitevi pure degli spacconi per essere dei totali senza palle, io sto bene da sola, sto bene così.

  

2 pensieri su “Mi obietto al ghosting vostro onore

  1. Passai quasi un anno aspettando un infame del genere, ogni sabato sera trascinandomi per casa, con i miei che si guardavano pensando “poraccia” e -con poco tatto- chiedendomi se nemmeno quel sabato lui poteva liberarsi dal lavoro.
    Io 20 anni e bella rotondetta, lui 26, bello come il sole e col sorriso perfetto. E la battuta pronta.

    Ancora oggi vorrei spaccargli il naso (l’avessi mai rivisto…) anche se di anni ne ho 31. Un po’ per farla pagare a lui (ai tempi le amiche mi dissero che era colpa mia, che mi ero concessa dopo tre appuntamenti -ma tre non era la regola d’oro? Boh- avrei ucciso anche loro) un po’ per tutti quelli venuti prima e dopo.

    Ti capisco insomma.

    p.s: piacere Erika, hai un blog davvero bello.

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