All’inquietudine dei viaggiatori.

C’è una di queste commedie stucchevoli italiana che iniziava con un monologo interessante; diceva che la differenza tra una vacanza e una viaggio è che in vacanza si punta solo a riposarsi e rilassarsi, mentre in un viaggio non te ne frega nulla di riposarti, ti immergi in una nuova cultura, impari nuove lingue, incontri persone che forse non rivedrai mai più, in breve: vivi. Ecco, questa differenza non è ben chiara a tutti. Quando dici a qualcuno che ti trasferisci all’estero l’unica cosa che ti dicono di solito è:”ah chissà quanto te la spasserai!vai a fare la bella vita!” E invece nessuno te lo dice che trasferirsi in un altro Stato è come fare un salto nel vuoto da soli in cui non sai dove atterrerai, che nonostante la tua laurea per sei mesi ti ritrovi a vendere scarpe o a fare panini in un luogo in cui una tua collega continua a chiamarti “immigrata di merda” ogni giorno, che quando stai male non hai nessuno che ti compra le medicine e te le porta a letto ma devi metterti una felpa col cappuccio, gli occhiali e andare al supermercato conciata come un rapinatore per comprarti due pasticche di paracetamolo, che per andare a fare la spesa devi portarti a mano cento buste assumendo il colore e la forma di Hulk perché non ce l’hai più la macchina di mamma da prendere in prestito. Ma di certo un viaggio non è solo sofferenza, anzi. È proprio in durante un viaggio che hai occasione di vedere cose e conoscere persone che altrimenti non avresti mai visto o incontrato. Ed ecco che quindi, tra una sgomitata e l’altra, si inizia a trovare il proprio posto nel mondo in una terra lontana. Le persone che incontri, che vengono da posti lontani come te, diventano non solo compagni di viaggio ma piccoli membri di una nuova famiglia, quelle persone che quando “questo mese non ce l’ho 4£ per una birra” ti rispondono:”stavolta offro io ché ho preso più mance”, quelli che nella serata no ordinano la pizza da Papa John’s e sei lattine di birra e poi ti portano a ballare in un club gay in cui tutti ti dicono “sei bellissima” pure se somigli a Curtney Love ad un after party, quelli che quando devi traslocare da Londra nord a Londra sud si fanno tre ore nei mezzi con te con 4 valigie 7scatole da scarpe e due zaini pur di aiutarti. Gente come te, che magari viene dalla tua stessa città e non ci avevi nemmeno mai parlato ma che un viaggio comune non pianificato ti ha fatto incontrare e vi ha fatti diventare una piccola grande famiglia.
Ma tutti i viaggiatori sono anime irrequiete, degli incredibili romantici inconsapevoli sostenitori della sehnsucht, del desiderio del desiderio, del non accontentarsi mai, con la costante voglia di andare sempre oltre, di scoprire nuovi posti, conoscere nuove persone, esplorare nuove terre. Ecco quindi che chi è stato la tua “casa” per un po’ decide di partire per nuove avventure e la malinconia che accompagna il suo saluto è assolutamente inevitabile. Ma come ogni viaggiatore sa, non c’è cosa più bella di un viaggio ed è proprio un viaggio che ha legato i vostri ricordi e le vostre vite per un tempo, rendendo il vostro legame eterno.
E quindi buon viaggio ad un altro pezzo della mia “famiglia inglese” che se ne va, che io porteró sempre nel cuore anche con le mille miglia che ci separeranno. Perché come diceva Richard Bach: se desideri essere accanto a qualcuno che ami non ci sei forse già?

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