Una sciocca usanza italiana

Quando mi sono trasferita all’estero ho imparato che per anni mi era stata tramandata una stupidissima usanza italiana che non ha alcun minimo senso: uscire da soli è da sfigati.

Ne è una prova la vecchietta che l’altra mattina vedendomi senza accompagnatori/trici ha detto ad alta voce alla figlia:”guardala, poverina, è da sola”. Ecco come l’Italiano medio vede qualcuno che esce da solo: un poverino, uno sfigato, qualcuno da non invidiare. In questi momenti invece a me viene in mente sempre il mio ex manager londinese, che quando mi sentiva lamentarmi perché il mio coinquilino non voleva uscire e mi costringeva a stare a casa mi diceva sempre:”so what? Dress up like a dirty bitch and enjoy the party by yourself!”. Una meravigliosa filosofia di vita che non smetteró più di apprezzare. Il punto è come si vive la solitudine, troppo spesso qui in Italia si associa a una cosa negativa. Se entri in pizzeria e vedi uno che cena da solo automaticamente scatta la pena. E invece chi l’ha deciso che è penoso? Magari come alternativa aveva rimanere a casa e guardarsi il geordie shore in mutande e allora ben venga la pizza!

Per di più, uscendo da soli si ha la più grande opportunità della Terra: conoscere tanta gente che altrimenti non conosceresti perché non si avvicinerebbe a te. Se non fossi uscita da sola ultimamente non avrei mai conosciuto Teresa, una simpatica vecchietta mia omonima, un tempo contessa qui a Milano. Oggi vedova, con un figlio che le è morto tra le braccia 2 anni fa e da allora non dorme più. Lei, che per affrontare l’oggi ha deciso di smettere di frequentare le sue coetanee, perché:”alla mia età per evitare di morire devi frequentare chi ancora di vita ne ha tanta e riesce a dartene un po’”. Mi sorride gentile e prima di andarsene mi regala la sua collana di pietre dure, così, senza nemmeno conoscermi. Dopo un’ora di chiacchierata mi stringe le mani con la sua collana, mi guarda negli occhi e dice:”è così raro incontrare una persona col colore dei tuoi occhi. Grazie per il tempo che mi hai regalato!”

E poi c’è Cristina, che quando mi vede seduta in un bar mentre mi fissa quasi si commuove. Si avvicina e mi mostra una foto del suo matrimonio, è bella come il sole e indossa un immenso vestito turchino come i miei capelli. Nella foto suo marito porta un kilt azzurro e mentre mi augura di trovare qualcuno come lui, io penso che la felicità in fondo è fatta di cose semplici come un vestito azzurro e un’uscita da soli.

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