La solitudine di chi non fa gli aggiornamenti

Viviamo in un mondo in continuo aggiornamento. Siamo arrivati ad un livello di tale esasperazione da aggiornamento che non facciamo altro tutto il santo giorno. Aggiorniamo il computer, il sistema operativo, le app del telefono, il telefono, aggiorniamo il settaggio dei canali della TV, aggiorniamo le persone che non vediamo ogni giorno, il browser, le mappe del gps, avast, il blog, i documenti word, le traduzioni dei libri, le traduzioni dei film, aggiorniamo tutto, continuamente, quotidianamente. Un’infinita ed eterna corsa volta a modificare costantemente tutto quello che abbiamo, convinti che aggiornamento equivalga a miglioramento, convinti che quello che viene dopo debba essere per forza migliore di quello che c’era prima, convinti che fermarsi voglia dire morire, stagnarsi, abituarsi. Tutto questo, poi, inevitabilmente si riversa nei rapporti tra le persone, nessuno vuole più impegnarsi perché impegnarsi significa “fermarsi” e quindi basta relazioni serie, basta matrimoni, basta amicizie che durano una vita, basta convivenza, bisogna aggiornare la fidanzata o l’amico come un’app, ogni sei mesi ce ne vuole un’altra altrimenti non si “progredisce”.

A me gli aggiornamenti stanno profondamente sul cazzo. E mi sta ancora più sulle scatole chi adduce come giustificazione all’aggiornamento: “ma può fare più cose e poi è più veloce, il sistema è migliore”. E STICAZZI NON CE LI METTI?! Se io compro qualcosa è perché mi piace così com’è e perché evidentemente le sue funzionalità soddisfano ampliamente le mie necessità, perché dovrei volere altro? Perché devo volere di più? Chi dice che “più è meglio”? Chi ha deciso che “più veloce è meglio”? In un mondo in un si va sempre tutti di corsa perché devo far correre anche le cose che compro? 

Io invidio chi è nato in un’epoca in cui gli smarphone non c’erano, in cui non si litigava per l’ultimo ingresso su whatsapp, in cui se volevi sapere come stava qualcuno andavi a bussargli a casa e ci parlavi di persona, in cui la gente ci credeva davvero ai sentimenti e all’amore e non doveva fare per forza la finta anticonformista dicendo che l’amore non esiste e che è tutto una merda giusto per sentirsi forte, indipendente e figo, invidio quei tempi in cui ci si mandavano le lettere e non ci si aggiungeva su FB per parlare, in cui i libri erano solo di carta e non su un freddo kindle, invidio i tempi lontani in cui fare buona musica contava qualcosa, in cui si credeva in qualcosa, in cui la priorità non era comprare il nuovo modello di iPhone appena uscito che costa 1000€ , in cui l’unica gara che si faceva era a chi ce l’aveva più lungo e non a chi aveva il telefono migliore, invidio quei tempi in cui sognare un futuro non spaventava, in cui potevi fare il mestiere che sognavi fin da bambino, in cui c’erano meno cose materiali ma c’era molto più cuore e molto più coraggio.

Immagine

(In foto la dolce MaryLou che una notte sfortunata di una anno fa mentre ci ubriacavamo in un pub tentava invano di iscriversi agli esami).

 

3 pensieri su “La solitudine di chi non fa gli aggiornamenti

  1. In effetti ho sempre vissuto l’update di flash come un tradimento da parte di adobe.

    E comunque non è difficile vivere in codesta epoca, senza bisogno di fare come quella famiglia dell’Ontario che per un anno ha deciso di fare finta che sia il 1986.

  2. C’è un unica costante tra il passato e il presente: come decidiamo di vivere.
    La sensazione che il passato sia migliore del presente è un costante atavica della società. Se determinate cose non ci piacciono l’importante e non farsi trascinare dalla massa, pur di farne parte. E non sentirsi soli ed esclusi a causa del mancato update.

  3. Io sono convinta che alcuni aggiornamenti non siano male. Il troppo non è sempre l’equivalente di meglio, ma in alcune cose lo è. Come quando “aggiorni” il fidanzato, lui rimane lo stesso ma si va avanti nel rapporto si cambia ci si cambia e si progredisce affinandosi a vicenda. Alcuni aggiornamenti sono utili per vivere meglio e andare avanti. Certo, bisogna sapere cosa si vuole aggiornare e aggiornarlo guardando i nostri interessi e quanto ci teniamo!

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