La tecnologia ci ha ucciso

Segreteria dell’università.

Io:”Per le copie della tesi e gli ultimi documenti mi faccio inviare dalla relatrice la firma elettronica almeno facciamo con quella e abbiamo risolto i problemi”.

Segretaria:”ah ah ah. Molto divertente signorina, le copie devono essere tutte firmate con firma originale scritta con penna nera altrimenti saranno nulle”.

io:”Ma la mia relatrice adesso vive in provincia di Brindisi e non ha intenzione di tornare”.

Segretaria:”Sarà il caso che inizi a comprarsi un biglietto del treno allora altrimenti non si laureerà”.

Eccoci qui. Nell’era degli smartphone che ti consigliano dove andare a cena, delle lavatrici che si fanno da sole, delle macchinette che si mettono a fuoco, del riconoscimento vocale, delle chiavette usb, dei google glass, delle macchine che parcheggiano da sole, dei cessi che ti lavano il sedere, di iMessage e whatsapp, del wifi e di me che non mi laureo perché la firma elettronica “non è autentica”.

La verità è che la tecnologia ci ha rincoglioniti, vogliamo fare tanto i fighi inventando cose fighe e tecnologicose che poi nel 99% dei casi ci incasinano la vita e basta. Sì, perché il tempo che risparmi quando la tecnologia fa quello che deve lo perdi (e forse ne perdi anche il doppio) per tentare di farla funzionare quando invece decide di farsi i cazzi suoi. Eccerto cari miei, perché la tecnologia, checché se ne dica, fa il cazzo che gli pare. È esattamente come un bimbo capriccioso, si comporta come gli va e quando si fissa che non vuole funzionare non funziona manco a zampate sul sedere. Ma il vero problema della tecnologia è che la sanno usare bene il 20% della popolazione l’altro 80% o ci rinuncia o la usa (di merda) solo per fare il figo. È sì, perché avere la tecnologia vuol dire che sei “avanti” e se sei “avanti” sei “cool” e se sei “cool” ti invidiano e se ti invidiano sei qualcuno. Beh a me me fanno pena questi che la pensano così come del resto mi fa pena chi è troppo flippato con la tecnologia. Il punto è che ormai sto progresso di merda ci ha mangiati e ormai senza tecnologia non si vive e quindi bisogna imparare per forza ad usare almeno quel minimo indispensabile per la sopravvivenza, che uno spesso dà per scontato ma tanto scontato non è. Prendiamo una cosa così comune, ormai, come la mail, (arrivati a questo punto io credo che la mail non sia manco più avanguardia ma storia, motivo in più per saperla usare comunque…), beh circa un mese fa la mia correlatrice mi disse testuali parole:

“Non mi scrivere sulla mail, la mail è una cosa inutile, io non la guardo mai, mi scrivono di continuo, una noia. Mandami un messaggio su facebook, poi da lì ci mettiamo d’accordo, tanto c’ho lo smartphone”.

SBAM. Mazzata sui denti, morte istantanea. Se la sarebbe davvero meritata e invece è così: fomentiamo una valanga sempre più grande di cacca come Facebook e abbandoniamo le poche cose utili e funzionali che la tecnologia ci ha regalato. Preferire la chat di facebook alla mail me lo chiamate progresso? Forse l’unico che ci aveva capito qualcosa era proprio Henri Amiel quando scriveva:

“Mille cose avanzano, novecentonovantanove regrediscono: questo è il progresso.”

E io, di certo, sono circondata dalle 999 che sono regredite.

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